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Quali razze soffrono di più il caldo?

Decidono tre caratteristiche, e nessuna ha a che vedere con il carattere della razza: la lunghezza del muso, la densità del pelo e la massa corporea. Secondo i dati ENCI 2025, le tre razze più iscritte in Italia hanno tutte pelo lungo o sottopelo fitto.
Ritratto di Giulia Ferraro

Giulia Ferraro · Redattrice, benessere animale e prodotti per animali

Giulia vive con un Labrador e due gatti in Emilia-Romagna, una delle zone più calde e umide d’Italia d’estate. Da diverse stagioni prova sul campo che cosa aiuta davvero gli animali contro il caldo e che cosa sembra soltanto farlo.

La prima caratteristica: il muso

Un cane non suda. Le sue poche ghiandole sudoripare stanno nei polpastrelli e non incidono praticamente per nulla. Tutta la sua regolazione della temperatura passa dall’ansimare: respira in fretta e superficialmente, l’umidità evapora da lingua e vie respiratorie, e così viene sottratto calore al corpo.

In un cane brachicefalo, cioè dal muso accorciato, proprio questa via funziona male. Le vie respiratorie sono compresse, le narici spesso strette, e per la stessa quantità d’aria deve fare molto più lavoro muscolare. Quel lavoro produce a sua volta calore. Ansima quindi di più e ottiene di meno.

Per un bulldog francese una superficie fresca non è un articolo di comodità: è la via principale che gli resta, perché può cedere calore dal lato del ventre, dove il pelo è rado e la pelle tocca il pavimento.

Sei animali sensibili al caldo: Maine Coon, Persiano, British Shorthair, Golden Retriever, Pastore tedesco e Setter Inglese

La seconda caratteristica: il pelo

Qui si ragiona spesso male. Non è la lunghezza a decidere, è la densità del sottopelo. Un pastore tedesco non ha un pelo particolarmente lungo, ma ha un sottopelo molto fitto che funziona come uno strato isolante. Un levriero, con il pelo corto e rado, se la cava con il caldo molto meglio di un bovaro del Bernese.

È per la stessa ragione che il British Shorthair sta in alto nella lista dei gatti nonostante il pelo corto: il suo sottopelo è eccezionalmente fitto.

Quello che aiuta è spazzolare, non tosare. Togliere il sottopelo morto abbassa l’isolamento senza eliminare la protezione. Tosare invece, nelle razze a doppio pelo, porta via anche lo strato che protegge dal calore esterno e dalle scottature.

La terza caratteristica: la massa

Un corpo grande produce più calore e ha, in proporzione, meno superficie da cui liberarsene. È per questo che il bovaro del Bernese, il Cane Corso e il rottweiler fanno più fatica di un jack russell.

Il fattore che nella pratica pesa di più, e che non compare in nessuna tabella di razze, è il sovrappeso. Il tessuto adiposo isola, e un cane in sovrappeso muove anche più massa a ogni passo. Un labrador troppo pesante d’estate è più in difficoltà di un pastore tedesco magro.

Le razze più iscritte in Italia, per livello di rischio

Secondo i dati ENCI relativi al 2025, in testa alle nuove iscrizioni ci sono Setter Inglese, Pastore Tedesco e Golden Retriever.

RazzaNotaRischioPerché
Bulldog francesemolto diffusomolto altoMuso corto: ansimare è fortemente limitato
Carlinomolto altoMuso corto, spesso anche in sovrappeso
Cane Corsorazza italianaaltoGrande massa corporea, muso raccorciato
Pastore Tedesco2° ENCI 2025altoSottopelo fitto che d’estate isola
Golden Retriever3° ENCI 2025altoPelo lungo e denso
Setter Inglese1° ENCI 2025altoPelo lungo, e cane molto attivo
Bovaro del BernesealtoPelo lungo, grande massa, colore scuro
Labrador Retrievertra i più iscrittimedioPelo di copertura denso, tende al sovrappeso
BassottomedioSchiena lunga, vicino al suolo, poca aria sotto la pancia
Chihuahuamolto diffusobassoMassa ridotta, pelo corto, si raffredda in fretta
Cane Corso disteso sulla taglia XL
Massa corporea e mantello scuro: al Cane Corso serve molta superficie di contatto.
Una precisazione che cambia la lettura. L’ENCI registra soltanto i cani iscritti ai libri genealogici, cioè quelli con pedigree. Il cane più diffuso in Italia non compare in nessuna classifica di razza: è il meticcio. Per lui valgono direttamente le tre caratteristiche qui sopra — muso, pelo, peso — che dicono più di qualsiasi tabella.

E per i gatti

I gatti sopportano il caldo meglio dei cani, i loro antenati vivevano in regioni aride. Due gruppi fanno eccezione, ed è una questione di anatomia.

RazzaRischioPerché
Persianomolto altoPelo lungo e naso schiacciato insieme
Maine CoonaltoPelo semilungo e fitto, il gatto domestico più grande
Gatto delle foreste norvegesialtoPelo invernale fitto, selezionato per il freddo
British Shorthairmedio-altoSottopelo molto fitto nonostante il pelo corto
Europeobasso-medioPelo corto, buona autoregolazione

Il Persiano somma i due fattori di rischio, pelo lungo e naso schiacciato. È quindi il gatto domestico più esposto in assoluto. Come i gatti manifestano il caldo e cosa aiuta è nelle pagine gatto e caldo: i sintomi e rinfrescare il gatto.

Cosa cambia in pratica

Con un animale delle righe in alto tutto si sposta un po’ in avanti. Passeggiate più presto e più corte. Attenzione già dai 25 gradi invece che dai 30. E superficie di appoggio più grande, perché un animale che cede male calore con la respirazione ha bisogno di tanta più superficie di contatto.

È la ragione per cui, nel dubbio, conviene la taglia superiore: non perché un tappetino grande rinfreschi di più, ma perché un animale che può spostarsi trova sempre un punto non ancora scaldato. Perché l’effetto cala in un punto preciso è spiegato in quanto dura il tappetino refrigerante.

Indipendentemente dalla razza: andatura incerta, vomito, mucose rosso scuro o apatia sono segnali di colpo di calore, ed è un’emergenza. L’ordine dei segnali e i quattro passi del primo soccorso sono in colpo di calore nel cane.

Domande frequenti

Perché i cani dal muso corto sopportano così male il caldo?

Perché il cane regola la temperatura quasi solo ansimando: l’umidità evapora da lingua e vie respiratorie e porta via calore. Un cane brachicefalo come il bulldog francese ha vie respiratorie accorciate e spesso narici strette: per la stessa quantità d’aria deve fare molto più lavoro, e quel lavoro produce a sua volta calore. Ansima di più e ottiene di meno.

Devo tosare il mio cane a pelo lungo d’estate?

Nelle razze a doppio pelo come il pastore tedesco, l’husky o l’australian shepherd di norma no. Il mantello isola in entrambe le direzioni e protegge la pelle dalle scottature: tosato, spesso peggiora invece di migliorare. Quello che aiuta davvero è spazzolare a fondo il sottopelo morto. Con un pelo molto infeltrito la decisione va lasciata a mani esperte.

I cani neri soffrono di più?

Al sole sì, il pelo scuro assorbe più calore radiante. All’ombra o in casa il colore incide quasi per niente: lì contano densità del pelo, lunghezza del muso e massa corporea.

Il mio meticcio non è nessuna di queste razze, cosa vale per lui?

Il meticcio è il cane più diffuso in Italia, e per lui valgono le stesse tre caratteristiche: quanto è lungo il muso, quanto è fitto il pelo, quanto pesa. Chi guarda questi tre punti sa più di quanto possa dirgli qualsiasi tabella di razze.

Un tappetino refrigerante serve di più a queste razze?

Cambia di più per loro, perché hanno meno alternative. Un cane che ansima male dipende molto di più dalla cessione di calore attraverso la parte inferiore del corpo, ed è esattamente a questo che serve una superficie fresca su cui sdraiarsi. Il tappetino non sostituisce però né l’ombra, né l’acqua, né il veterinario in caso di colpo di calore.

Fonte per le iscrizioni: ENCI, dati 2025. Questo testo non sostituisce il parere del veterinario.

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